Backlink: cosa sono e come funzionano
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I backlink sono uno dei fattori di ranking più citati e, allo stesso tempo, più fraintesi della SEO. Ogni volta che un sito esterno inserisce un collegamento verso una tua pagina, sta di fatto "votandola": segnala a Google che quel contenuto è degno di essere raggiunto. Da questa idea, nata con l'algoritmo PageRank di Google, discende buona parte del modo in cui i motori di ricerca stabiliscono quali pagine meritano le prime posizioni.
Ma non tutti i link valgono uguale, e negli anni Google ha imparato a distinguere i collegamenti autentici da quelli costruiti a tavolino. In questa guida vediamo cosa sono i backlink, come funzionano, cosa rende un link davvero utile e quali pratiche, oggi, fanno più male che bene.
In questo articolo
1 Cosa sono i backlink
Un backlink (o inbound link, link in ingresso) è un collegamento ipertestuale che da una pagina di un altro sito punta verso una pagina del tuo. In HTML è un semplice <a href="https://tuosito.it/pagina">testo del link</a>: la parte cliccabile è l'anchor text (il testo àncora), che descrive la destinazione e aiuta Google a capire l'argomento della pagina collegata.
La distinzione chiave è tra link interni — che collegano tra loro pagine dello stesso dominio — e backlink, che arrivano da domini di terzi. Solo questi ultimi funzionano come "voto esterno" e concorrono a costruire l'autorità del dominio agli occhi dei motori di ricerca. È l'insieme di tutti i backlink che punta a un sito a formare il suo profilo di link (o backlink profile).
2 Perché i backlink contano per la SEO
Alla base c'è PageRank, l'algoritmo con cui Google nel 1998 rivoluzionò la ricerca: interpretare i link come voti e trasferire "autorità" (spesso chiamata link juice) da una pagina all'altra. Da allora l'algoritmo è cambiato migliaia di volte, ma il principio resta: una pagina linkata da molte fonti autorevoli tende a essere considerata più affidabile e rilevante, quindi si posiziona più in alto.
I backlink incidono su tre piani diversi, che è utile tenere distinti:
Ranking
Restano tra i segnali off-page più forti: un profilo di link solido e naturale aiuta a competere sulle query più contese, soprattutto per grandi siti ed e-commerce.
Autorità e trust
Concorrono a costruire l'autorevolezza del dominio e supportano i segnali di competenza e affidabilità (E-E-A-T) che Google valuta sui contenuti.
Traffico e scoperta
Un link su un sito frequentato porta visite qualificate dirette e aiuta i crawler a scoprire e indicizzare nuove pagine più in fretta.
3 Cosa rende un backlink di qualità
La regola d'oro della link building moderna è una sola: conta la qualità, non il numero. Un singolo link da una testata autorevole e pertinente vale più di centinaia di collegamenti da siti scadenti. Ecco i fattori che, insieme, determinano quanto un backlink è prezioso:
Autorevolezza della fonte
Un link da un dominio forte e con una buona reputazione trasferisce più valore. È il fattore che più distingue un backlink utile da uno ininfluente.
Pertinenza tematica
Un link da un sito dello stesso settore o su un argomento affine è molto più coerente — e credibile — di uno che arriva da un contesto del tutto scollegato.
Posizione nel contenuto
Un link inserito nel corpo di un articolo, in modo editoriale, pesa più di uno relegato nel footer, nella sidebar o in una lista di link.
Anchor text naturale
Il testo del link deve essere descrittivo e vario. Anchor esatte ripetute e forzate ("consulenza SEO Milano" ovunque) sono un segnale di manipolazione.
Contesto e naturalezza
Il link deve avere senso per il lettore. Un profilo sano cresce in modo graduale e mescola fonti, formati e tipi di collegamento diversi.
4 Dofollow, nofollow e gli altri attributi
Non tutti i link trasmettono autorità allo stesso modo. La differenza dipende dall'attributo rel applicato al collegamento, con cui il sito che linka comunica a Google la natura di quel link:
Il link "standard", senza attributi particolari: trasferisce autorità (link juice) verso la destinazione. È quello che, per la SEO, vale di più.
rel="nofollow": dice a Google di non seguire il link ai fini del ranking. Utile ancora per traffico, brand e naturalezza del profilo.
rel="sponsored": identifica link a pagamento o pubblicitari. Va usato per link acquistati o in accordi commerciali.
rel="ugc": user generated content, per link inseriti dagli utenti (commenti, forum). Segnala a Google contenuti non editoriali.
Un profilo di link naturale contiene un mix di tutti questi tipi: un sito che riceve solo link dofollow con anchor ottimizzate appare, paradossalmente, poco credibile. I link nofollow non vanno quindi visti come "inutili": contribuiscono a un profilo equilibrato e possono portare visite di valore.
5 Come si ottengono backlink (nel modo giusto)
Le tecniche efficaci e sostenibili hanno un tratto comune: il link viene guadagnato perché il contenuto lo merita, non semplicemente comprato. Le principali strategie di link building etica sono:
Meritare i link
- Linkable asset: guide, studi, dati originali
- Contenuti che gli altri vogliono citare
- Strumenti gratuiti e risorse utili
- Digital PR e ufficio stampa online
Costruire relazioni
- Guest post su siti pertinenti e autorevoli
- Menzioni e collaborazioni di settore
- Interviste, dichiarazioni, contributi esperti
- Partnership con brand affini
Recuperare valore
- Menzioni del brand non ancora linkate
- Broken link building (link rotti da sostituire)
- Recupero di backlink persi
- Analisi dei link dei competitor
Per capire da dove partire è quasi sempre necessario un audit del profilo di link esistente: mappare i domini che già linkano, la distribuzione delle anchor e i gap rispetto ai competitor prima di investire in nuove attività.
6 Link tossici: le pratiche da evitare
Dagli aggiornamenti Penguin in poi, e con il sistema SpamBrain, Google riconosce e neutralizza i link innaturali. Le tecniche di manipolazione (spesso chiamate black hat) non solo non funzionano più, ma possono danneggiare il posizionamento. Da evitare in modo assoluto:
Acquistare pacchetti di link a basso costo (spesso migliaia di link da network di siti spazzatura): sono lo schema che Google individua più facilmente.
Scambi di link su larga scala ("io linko te, tu linki me") e schemi reciproci sistematici tra siti senza reale pertinenza.
Anchor text sovra-ottimizzate: usare sempre la stessa keyword esatta come testo del link è uno dei segnali di spam più evidenti.
Link da directory scadenti, commenti e forum spam creati solo per il link: nessun valore, molto rischio.
PBN (Private Blog Network): reti di siti costruite ad hoc per generare backlink artificiali, contro le linee guida di Google.
Se un sito ha accumulato link tossici (per pratiche passate o attacchi di negative SEO), lo strumento Disavow di Search Console permette di rinnegarli, chiedendo a Google di ignorarli nella valutazione. È però un intervento delicato, da usare solo dopo un'analisi accurata: rinnegare link buoni per errore fa più danni che benefici.
Domande frequenti sui backlink
Cosa sono i backlink in parole semplici?
Sono i link che, da un sito esterno, puntano verso una pagina del tuo. Funzionano come una "raccomandazione": quando un altro sito ti linka, segnala a Google che il tuo contenuto è utile e degno di essere raggiunto. Più fonti autorevoli ti linkano, più il tuo sito appare affidabile agli occhi del motore di ricerca.
I backlink sono ancora importanti per la SEO?
Sì. Restano tra i segnali off-page più rilevanti per il ranking, anche se il loro peso relativo è diminuito rispetto agli inizi e va sempre affiancato a contenuti di qualità e a una solida SEO tecnica. Oggi conta molto di più la qualità e la pertinenza dei link che il loro numero.
Qual è la differenza tra link dofollow e nofollow?
Un link dofollow (quello standard, senza attributi) trasferisce autorità verso la destinazione ed è il più utile ai fini del ranking. Un link nofollow, marcato con rel="nofollow", dice a Google di non considerarlo un voto di ranking: non passa autorità diretta ma può comunque portare traffico e contribuisce a un profilo di link naturale.
Quanti backlink servono per posizionarsi?
Non esiste un numero fisso: dipende dalla competitività della query e dalla forza dei siti già posizionati. Piuttosto che inseguire un numero, conviene puntare a pochi backlink di alta qualità, pertinenti e naturali. Un solo link da una fonte autorevole del tuo settore può valere più di centinaia di link scadenti.
Comprare backlink è pericoloso?
Comprare link in violazione delle linee guida di Google è contro le regole e può portare a un calo di posizionamento o a un'azione manuale. I link a pagamento vanno sempre segnalati con rel="sponsored" o rel="nofollow". La strada sicura è guadagnare i link con contenuti di valore, digital PR e relazioni, non acquistare pacchetti di link a basso costo.
In sintesi, i backlink restano un pilastro della SEO off-page, ma la logica è cambiata: non si tratta di accumularne il più possibile, bensì di costruire nel tempo un profilo autorevole, pertinente e naturale. In BlackFrog uniamo link building e Digital PR a una strategia data-driven: se vuoi rafforzare l'autorità del tuo dominio nel modo giusto, parliamone insieme.